82018giu
Diffusione in rete di video hot amatoriali: cos’è il revenge porn?

Diffusione in rete di video hot amatoriali: cos’è il revenge porn?

L’espressione “revenge porn”, letteralmente “porno vendetta” è un fenomeno che purtroppo si sta largamente diffondendo sul web e che consiste nel vendicarsi del proprio ex caricando sulla rete un’immagine o un video che ritrae quest’ultimo nell’atto di consumare un rapporto sessuale.

Le conseguenze dannose per la vittima sono, come immaginabile, a dir poco devastanti, dal momento che questo genere di file, dal contenuto estremamente riservato, una volta immesso nella rete diventa subito ‘virale’, circolando rapidamente sui vari ‘siti per adulti’ e nelle chat di gruppo dei sistemi di messaggistica istantanea; di fatto in questo modo è possibile, anche in pochissimi giorni, che migliaia e migliaia di persone prendano visione di tali immagini strettamente private.

La vittima purtroppo, oltre a soffrire una gravissima violazione della propria privacy, è al contempo costretta a subire tutte le reazioni che la visione di tali immagini può suscitare negli altri utenti della rete, quali offese di ogni genere, apprezzamenti per così dire ‘indelicati’, nonché a ricevere continue richieste di amicizie da perfetti sconosciuti, tutto ciò fin quando il gestore del sito, o il diretto interessato, non decida di oscurare la pagina web ove avviene questa sorta di linciaggio telematico.

E’ bene sapere che in Italia il fenomeno del “revenge porn” è punito attualmente ai sensi della normativa vigente in tema  di “diffamazione  e “trattamento illecito dei dati personali”, ovvero con una pena massima di 3 anni di reclusione e 50.000 euro di multa.

Tuttavia, proprio al fine di contrastare in maniera più efficace questa piaga del web, lo scorso anno è stata avanzata alla Camera dei Deputati una proposta di legge finalizzata ad introdurre un nuovo reato, la “Diffusione di immagini e video sessualmente espliciti”.

La proposta di legge è volta ad introdurre nel nostro codice penale la seguente disposizione: “È punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque pubblica nella rete internet, senza l’espresso consenso delle persone interessate, immagini o video privati, comunque acquisiti o detenuti, realizzati in circostanze intime e contenenti immagini sessualmente esplicite, con conseguente diffusione di dati sensibili, con l’intento di causare un danno morale alla persona interessata. La pena è aumentata della metà se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa”.

E’ interessante notare come anche i social network, in particolare Facebook, si siano mostrati particolarmente interessati e sensibili al fenomeno, predisponendo nuove strategie per evitare o quantomeno limitare i danni del “revenge porn”.

Attualmente, infatti, negli Stati Uniti, Canada e Australia, è attivo un progetto pilota grazie al quale chiunque tema che possano essere pubblicate delle immagini riservate contro la propria volontà potrà effettuare una segnalazione al gestore di Facebook allegando il file ‘incriminato’, e consentire così, che lo stesso venga immediatamente riconosciuto e rimosso laddove dovesse essere pubblicato da un altro utente del social network.

Purtroppo, nonostante ciò, ogni giorno che passa apprendiamo di nuovi suicidi compiuti da chi evidentemente non è stato in grado di sopportare il peso massacrante di queste crudelissime vendette; per evitare che ciò continui a ripetersi bisognerebbe riuscire a far comprendere sul serio, sopratutto ai più giovani, che anche con un semplice ‘click’ è possibile uccidere una persona.

Avv. Andrea Ricci 

CAMERA DEI DEPUTATI — PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa della deputata SANDRA SAVINO, Introduzione dell’articolo 612-ter del codice penale, concernente il reato di diffusione di immagini e video sessualmente espliciti, presentata il 27 settembre 2016

Per ricevere grauitamente accesso all’ebook “Il Vero e il Falso su miti e credenze della sessualità: L’erezione” , iscrivetevi alla Newsletter qui sotto .

Per inviare la vostra domanda ai professionisti del Centro Il Ponte che curano la rubrica Botta&Risposta scrivere a info@centroilponte.com oppure richiedere un “consulto anonimo“, specificando che si tratta di una domanda per la rubrica.



Lascia un commento

La tua mail non sarà pubblicata. Compilare i seguenti campi obbligatori: *