DEFINIZIONE

Il disturbo del desiderio sessuale è molto diffuso nella popolazione e, soprattutto, è in continuo aumento, rendendolo di fatto una delle maggiori problematiche riportate negli studi di sessuologia. Quando si parla di abbassamento o mancanza di desiderio, come per la maggior parte delle disfunzioni sessuali, sarà necessario escludere eventuali cause o con-cause di tipo organico o fisiologico, come sbalzi ormonali derivanti da patologie o da particolari fasi dell’arco di vita, effetti collaterali di farmaci, e altri disturbi mentali quali, ad esempio, la depressione.

Oltre all’esclusione di fattori organici, condizioni mediche generali ed effetti diretti di sostanze, per fare una diagnosi specifica di “disturbo da desiderio sessuale ipoattivo” sono necessari anche altri criteri come un effettivo abbassamento di fantasie, desiderio e attività sessuale, e che questo abbassamento generi un notevole disagio o difficoltà interpersonali nell’individuo.

Un aspetto importante in ottica di intervento è capire se si tratta di un calo del desiderio situazionale, quindi con un partner specifico o in delle situazioni specifiche, oppure se è relativo alla sessualità in generale (fantasie comprese). E’ necessario poi valutare se è permanente o se è stato acquisito in seguito a un trauma o ad una specifica problematica di coppia. All’interno della coppia, il disturbo del desiderio può essere causato da routine, dal non essere più attratti o anche da una forte conflittualità, dal darsi per scontati, dall’incapacità di fondere sentimenti di amore con il desiderio sessuale, o da scarse abilità sessuali del partner che portano ad un graduale disinteresse per l’interazione sessuale.

La sessualità è un modo che il corpo ha di comunicare, in quest’ottica sarà utile capire cosa il sintomo ci sta dicendo di quella persona o di quella coppia. Nel caso, ad esempio, di forte conflittualità sarà necessario inizialmente lavorare su questa, prima di potersi concentrare sul sintomo sessuale.

POSSIBILI INTERVENTI

Per quanto riguarda il trattamento, occorre innanzitutto modificare alcune convinzioni relative al problema. In primo luogo, il problema del disturbo sessuale ipoattivo dovrebbe essere considerato all’interno della coppia e non solo pertinente al partner con basso desiderio; qualunque sia il motivo che porta una dei due membri ad avere basso desiderio, l’altro membro della coppia dovrebbe essere coinvolto per giungere alla soluzione del problema. Inoltre, sebbene possa sembrare che il partner con un maggior desiderio sia quello che soffre maggiormente della situazione, in realtà è il partner con basso desiderio che si trova a sperimentare una perdita molto grave. E’ infine importante considerare che il desiderio sessuale ipoattivo spesso non comporta solo un’interruzione dell’attività sessuale ma anche un blocco degli scambi reciproci di affetto e tenerezza per la paura che questi vengano scambiati per approcci sessuali. Per questo, una volta individuate le cause del problema, la terapia sarà mirata ad aumentare in maniera graduale e non ansiogena i comportamenti di affetto partendo da abbracci e carezze fino al contatto fisico di tipo sessuale e alla condivisione del piacere.


Diverso dal disturbo del desiderio è il “disturbo da avversione sessuale” specifico o generalizzato, nel quale la persona sperimenta una vera e propria avversione e repulsione, che genera un evitamento e una forte ansia relativa a un aspetto specifico della sessualità, ad esempio il rapporto orale, oppure alla sessualità in toto (comprese fantasie e sensazioni). L’ansia nei casi più gravi può portare anche ad attacchi di panico, le cause possono essere molteplici, spesso legate a condizionamenti o traumi pregressi. Quando l’avversione sessuale è conseguente a traumi è necessario lavorare innanzitutto sulla gestione e il superamento del trauma e solo dopo l’intervento si focalizzerà sugli aspetti sessuali. Questi saranno trattati portando la persona ad affrontare situazioni ansiogene via via più intense, dopo che la risposta di ansia diminuisce.