DEFINIZIONE

Il disturbo dell’eccitazione femminile non è tra i più diffusi, e con esso si intende un ampio spettro di difficoltà che riguardano sia la risposta di eccitazione sessuale genitale (fisica) sia l’esperienza di eccitazione soggettiva (mentale). Il disturbo si manifesta più frequentemente con difficoltà o impossibilità di raggiungere o completare una risposta di eccitazione sessuale con lubrificazione e tumescenza/gonfiore degli organi genitali e totale assenza di eccitazione sessuale soggettiva. Tuttavia, in alcuni casi, può essere presente una normale lubrificazione genitale ma mancare totalmente la sensazione soggettiva di eccitamento.

In tutte le sue varianti il disturbo non deve essere causato da fattori organici legati ad esempio alla produzione ormonale in periodi particolari (come la menopausa), alcuni casi di vaginite, diabete mellito, effetti diretti di utilizzo di farmaci (come alcuni antistaminici o antipertensivi) oppure abuso di sostanze o alla presenza di altri disturbi mentali come la depressione. Il disturbo causa notevole disagio e difficoltà relazionali. E’ fondamentale valutare se il problema sessuale è sempre stato presente nella vita della persona, oppure se è insorto in un momento preciso o in relazione ad un evento, se si presenta sempre, o soltanto con alcuni partner o in certe situazioni.

POSSIBILI INTERVENTI

Le tecniche di intervento utilizzate in campo sessuologico possono essere di vario tipo, dall’insegnamento di esercizi per recuperare la consapevolezza del corpo e della zona genitale, all’automonitoraggio delle sensazioni erotiche, al lavoro sulle fantasie e sull’erotizzazione, sulla comunicazione e l’intimità all’interno della coppia. E’ importante comunque precisare che il trattamento è individualizzato e tiene conto della complessità della persona che richiede aiuto.

La possibilità di lavorare con entrambi i membri della coppia, se presenti, aumenta sensibilmente le possibilità di successo.

A tale quadro può essere collegato parzialmente il fenomeno dell’ “ansia da prestazione femminile”, di cui recentemente gli studiosi hanno iniziato a parlare, nel quale sensazioni di ansia e inadeguatezza derivanti da pensieri distorti del tipo “devo farlo contento”,“devo provare piacere”,“devo essere all’altezza delle sue aspettative”, impediscono lo svolgimento delle varie fasi della risposta sessuale; quindi anche l’eccitazione, con i suoi correlati fisiologici e soggettivi, non ha luogo, impedendo alla donna di vivere un’esperienza piacevole. Tra i rimedi possibili, vi è una miglior comunicazione col partner (non solo per rassicurarsi sul proprio sex appeal ma anche per sondare le sue reali aspettative e sviluppare delle fantasie comuni), una maggior attenzione al proprio stile di vita (alimentazione e attività fisica agiscono sul meccanismo dell’eccitazione), un incremento dell’intimità e coltivare il più possibile la seduzione.