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La verginità ha ancora il suo fascino?

La verginità ha ancora il suo fascino?

Quando si tratta di sesso il messaggio storicamente tramandato è “meglio aspettare”. Ma quando è che l’attesa diventa eccessiva? Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Kinsey, intitolato “La Verginità ha perso la sua virtù?” pubblicato sul The Journal of Sex Research, ha fatto emergere che sia giovani che aspettano volontariamente ad avere rapporti sessuali sia chi non ha mai avuto esperienze sessuali sono le due categorie di persone maggiormente stigmatizzate.

“Storicamente la verginità prima del matrimonio è stata sempre apprezzata, ma negli ultimi anni vi è stato un cambiamento generazionale che ha reso l’attività sessuale prematrimoniale la norma fra i giovani” dice Amanda Gesselman, del Kinsey Institute e co-autrice dello studio. “L’intento dello studio era capire se il livello di esperienza sessuale della persona fosse ancora un valore importante, una discriminante per un potenziale partner. La ricerca ha dimostrato di esserlo ancora effettivamente, ma non come prima”.

All’interno dell’indagine, i ricercatori hanno interrogato 560 adulti eterosessuali, in una fascia di età tra i 18 e i 71 anni, dei quali il 25% non aveva mai avuto esperienze sessuali. L’indagine riguardava l’età “standard” per iniziare ad avere rapporti sessuali e percepire come si è giudicati dagli altri in base al proprio livello di esperienza sessuale.

La maggior parte ha indicato come età appropriata per avere rapporti sessuali quella tra i 16 e i 19 anni. Dato confermato anche dal Center for Disease Control and Prevention, che attesta l’età media per il “debutto sessuale” intorno ai 17 anni e dalle statistiche USA per cui il 90% delle persone in un’età tra i 22 e 24 anni riporta di avere già avuto rapporti sessuali.

Inoltre dalla ricerca è emerso che coloro che erano sessualmente vergini percepivano loro stessi come più stigmatizzati rispetto ai coetanei con esperienze sessuali. “Tipicamente tendiamo a guardare in modo negativo le ragazze “poco di buono” o i ragazzi promiscui, ma a dire il vero i vergini sono quelli più stigmatizzati” riporta Gesselman. Gli adulti single intervistati apparivano meno propensi a considerare altri adulti privi di esperienza sessuale come dei potenziali partner stabili e lo stesso vale per quanto riguarda l’attitudine dei soggetti senza esperienza sessuale nei confronti di altre persone senza esperienza. In pratica la verginità non aveva appeal né sugli altri vergini né su persone più esperte sessualmente. Dice Gesselman “Non sappiamo il perché, ma sappiamo soltanto che, qualche volta, quando le persone vengono stigmatizzate tendono ad interiorizzare quello stigma e pensare che ci sia qualcosa di sbagliato in loro. Quindi, forse, questi individui vedono le altre persone vergini e pensano che siano in difetto”.

tradotto e riadattato da https://viewpoints.iu.edu/health-and-vitality/2016/04/19/has-virginity-lost-its-virtue-kinsey-study-finds-adults-who-wait-to-have-sex-are-stigmatized/ a cura di Giulia Chiarini – Centro Integrato di Sessuologia Il Ponte

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