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Quando l’erezione … fa da bussola

Quando l’erezione … fa da bussola

Salve, mi chiamo Marco, ho 42 anni e vorrei vivermi e godermi la relazione che ho con la mia compagna, ma questo non mi e’ piu’ possibile ormai da un anno. Io e G. stiamo insieme da 7 anni, le cose da un punto di vista sessuale sono sempre andate bene. Lei era molto soddisfatta dei nostri rapporti, raggiungeva sempre l’orgasmo con la penetrazione e questo creava un bel clima fra di noi. Per lei la sessualità è sempre stata molto importante. G infatti è la classica donna che tutti gli uomini vorrebbero avere: non si crea limiti da un punto di vista sessuale, non solo, ha bisogno di una frequenza elevata di rapporti. Un anno fa le cose sono cambiate. Tutto è successo una sera quando io ho perso l’erezione. Non mi aspettavo mi potesse succedere, non ci potevo credere, non mi era mai capitato. G ci è rimasta malissimo, io mi sono sentito umiliato e sopraffatto. Da allora, ogni qual volta abbiamo avuto rapporti (e ci abbiamo provato diverse volte) la difficoltà si è sempre ripresentata. Io non sono stato più capace di mantenere l’erezione e lei non raggiunge più di conseguenza l’orgasmo, per cui si arrabbia, non si sente più desiderata e alla fine litighiamo sempre. Sono già stato da un andrologo, il quale mi ha fatto presente che da un punto di vista organico le cose vanno bene. Perché non riesco più a vivermi e a far vivere alla mia compagna una bella sessualità? Adesso, dopo pochi minuti di preliminari, io perdo l’erezione, lei giustamente si altera e ci alziamo dal letto senza che nessuno dei due provi più piacere. Temo che la nostra relazione sia agli sgoccioli.

Salve Marco,

mentre leggevo la sua mail constatavo una volta di più quanto sia diffusa la “convinzione” (meglio “la distorsione”) riguardo all’infallibilità dell’erezione. Ciò che della sua descrizione mi ha colpito immediatamente è stata la reazione emotiva conseguente all’episodio della perdita dell’erezione. Durante un rapporto sessuale l’erezione può fisiologicamente essere soggetta a modificazioni. Può essere più o meno intensa, può venire a mancare e poi tornare e tutto ciò non per forza è indice di disfunzione. Più semplicemente riflette l’andamento dell’eccitazione, un cambiamento dello stato emotivo, fisiologico e relazionale del momento. Quello che invece può determinare l’instaurarsi di una difficoltà, non è tanto l’evento in sé, ma come lo si pensa (l’impatto psicologico). Diffusa è l’idea che l’erezione, una volta raggiunta sia intoccabile e immodificabile, un po’ come se il pene fosse esente dalle “leggi” che regolano la fisiologia dell’essere umano, come se vivesse su un satellite che orbita intorno al pianeta della sessualità … per cui dovrebbe funzionare sempre e comunque a prescindere da qualsiasi variazione psicofisica, eccitazione compresa. A tutti gli effetti, la sua reazione emotiva è stata quella di chi si trova di fronte ad un evento straordinariamente eccezionale. Inoltre, la reazione della sua compagna ha probabilmente confermato quello che lei, erroneamente, stava pensando e provando in quel momento, incrementando un clima di tensione e rancore che certo non può né facilitare né tantomeno incentivare un clima giocoso, ludico e accattivante. Dato che le emozioni hanno delle conseguenze sul nostro funzionamento psicofisico, non è così strano che sia diventato difficoltoso riottenere l’erezione. Uno stato di tensione va a determinare a livello penieno un minor afflusso di sangue, rendendo l’erezione deficitaria se non impossibile. Visto che da un punto di vista organico non ci sono problematiche, mi pare cruciale sottolineare il fatto che quello su cui eventualmente dovreste lavorare è la modalità di approcciarvi alla sessualità. Parlo al plurale perché la difficoltà vi riguarda come coppia, dal momento che entrambi potreste aver focalizzato nella sessualità una funzionalità di coppia che andrebbe invece allargata e spalmata su più fronti. Il rischio, altrimenti, è che la sessualità finisca per fare da barometro o da bussola alla vostra relazione e così facendo, anziché orientarvi può finire per farvi perdere di vista tutte le potenzialità rimaste in ombra. La sessualità non può essere e non è sempre la causa di tutto ciò che si crea in un rapporto. Il consiglio è di allargare lo zoom con cui osservate la vostra relazione, ampliando la lunghezza focale su gli altri aspetti della coppia finora rimasti in disparte.
In caso non fosse sufficiente il consiglio è di contattare un professionisita.
Saluti,

Michela Vancheri – psicologa sessuologa

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