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Tecnorgasmi: l’ascesa della teledildonica e dei dispositivi tattili per adulti

Tecnorgasmi: l’ascesa della teledildonica e dei dispositivi tattili per adulti

In principio fu il sesso telefonico, adesso esiste la “teledildonica”. Il termine è utilizzato per descrivere qualsiasi dispositivo sessuale controllato da o attraverso un computer. Questi oggetti traducono input digitali remoti in sensazioni fisiche attraverso apparecchi meccanici che hanno le sembianze di normali sex toys. Ciò permette alle persone di fare cybersesso con il partner in tempo reale controllandone il sex toy. E’ anche possibile sincronizzare un certo oggetto con le azioni di un film o preimpostarne il funzionamento per goderne più tardi.

Per fare un esempio, Amelie a Parigi può usare un software per controllare il vibratore che sta usando Leticia a Rio de Janeiro. Tutto ciò in tempo reale. Ciò funziona tramite internet e può essere combinato anche con l’uso di una webcam. Di sicuro, un viaggio d’affari lontano dal partner non sarà più così spiacevole!

La teledildonica, sia come concetto che come realtà, esiste già da molto tempo. Il termine è infatti stato coniato nel 1975 dal pioniere della tecnologia informatica Ted Nelson e questo ambito ha avuto un miglioramento costante sia nella fama che nella finezza tecnologica durante gli anni successivi. Originariamente il concetto di teledildo era inteso come descrizione di dispositivi utilizzati per il sesso telecomandato, includendo indumenti per tutto il corpo che permettevano a chi li indossava di sperimentare una sensazione tattile, una stimolazione sessuale a distanza.

L’ambizioso progetto di una realtà virtuale aumentata, anche in ambito sessuale, prospettato negli anni ’80 fu spazzato via dalle limitazioni tecnologiche del tempo. Anche la teledildonica subì lo stesso destino e il suo sviluppo dovette arrestarsi fino a che i tempi non fossero maturi. A metà degli anni duemila l’industria dei giochi per adulti riprese a sviluppare quel filone di ricerca producendo però dispositivi privi di creatività e tutto sommato mal concepiti.

Da allora sino ad oggi è stata prodotta una moltitudine di questa tipologia di sex toys. Molti di questi utilizzano una tecnologia a feedback tattile, simile a quella usata nei joystick dei videogiochi, in cui la variazione d’intensità di una vibrazione ti dice, per esempio, quanto forte sei stato colpito.

Ecco alcuni di questi dispositivi:

  • Nel 2004 uscì Sinulator (ritirato dal mercato) un vibratore a coniglietto con un’interfaccia software interattiva che poteva essere controllata da un’altra persona a distanza. Era anche disponibile una manica interattiva di pelle artificiale per uomini.
  • Nel 2007 una compagnia Giapponese lanciò sul mercato dei toys a controllo remoto sia per uomini che per donne (“Virtual hole” e “Virtual stick”)
  • Sempre nel 2007 è stato presentato “Talk2me”, un vibratore a coniglietto in grado di tradurre input vocali provenienti da TV, IPod o dalla voce del partner in pattern di vibrazione. Questa formula è stata poi perfezionata dai designer di OhMiBod
  • “Xcite! Touch” è un’applicazione che permette di connettere due toys su SecondLife. Questa applicazione riesce a tradurre le azioni che gli avatar compiono nel gioco in vibrazioni dei sex toys.
  • “Real Touch”, introdotto nel 2009, è forse la creazione più impressionante. Scott Rinaldo, il direttore del progetto lo descrive come il primo dispositivo che fa tutto il lavoro al posto dell’uomo. “Real Touch” contiene una miriade di motori che permettono di accarezzare e strizzare seguendo input esterni o programmi preimpostati, o in sincronia con alcuni video porno. Inoltre può lubrificarsi e riscaldarsi da solo.
  • Infine, “Mojowijo” è un set che contiene una coppia di vibratori da attaccare ai joystick della Wii. Tramite un software e la connessione Bluetooth i movimenti di un telecomando sono trasformati nelle vibrazioni dell’altro telecomando. Sono anche compatibili con Skype permettendo ai partner di giocare a distanza.

Ma questi oggetti, al di là del loro indiscutibile valore d’intrattenimento, hanno realmente uno spazio sul mercato? Così come per molti altri comportamenti sessuali tutto dipende dai gusti di una persona e dai suoi atteggiamenti.

Jeffrey e Shaowen Bardzell, che hanno condotto uno studio sull’interazione uomo-computer, hanno eloquentemente descritto il potenziale commerciale della teledildonica dicendo: “La risposta non è la tecnologia fine a se stessa, ma l’innovazione nel modo in cui le persone cercano, esperiscono e si esprimono come esseri sessuali. La teledildonica non ha futuro come gadget per l’intrattenimento; il suo futuro sarà assicurato quando diverrà una degna parte dell’esperienza sessuale”.

Julia Heiman, direttrice del Kinsey Institute aveva profetizzato nel 2006: “E’ molto probabile che prima del 2016 si abbia la possibilità di un’esperienza multisensoriale di sesso virtuale. Ci sarà la possibilità di sviluppare materiale erotico che permetta di creare un partner con determinate dimensioni e qualità”

Carol Queen, educatore sessuale, non si mostra d’accordo con questa visione e afferma:” Trovo che un mondo pieno di persone che fanno sesso unicamente attraverso dei gadget invece che avendo un rapporto fisico reale tra di loro abbia un qualcosa di post-Orwelliano. Non credo che molte persone vogliano realmente un mondo di questo tipo.”

Sia che questi oggetti spopolino sul mercato sia che rimangano ai margini delle novità tecnologiche la realtà è che nonostante la lenta diffusione di queste innovazioni, il mondo della teledildonica è troppo ricco di possibilità per essere abbandonato proprio adesso.

trad. e riadatt. di: Burke – Technologasm, The Rise of Teledildonics and Adult Haptic Devices - a cura della dott.ssa Camilla Tonioni

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