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Consigli per il primo appuntamento

Consigli per il primo appuntamento

I primi appuntamenti sono diversi: possono essere eccitanti, estenuanti, misteriosi, noiosi, facili o laboriosi. Ciò che determina il successo o la delusione di un primo appuntamento ha poco a che fare con una scintilla immediata e più a che fare con la creazione delle giuste condizioni per trasformare quella scintilla in una fiamma persistente che ci faccia ardere dal desiderio di scoprire di più. Quando stiamo appena iniziando a connetterci con una nuova persona, è tutta una questione di contesto, educazione, seduzione e connessione. Quando gli appuntamenti sono difficili, possono apparirci come un gioco a cui non sappiamo giocare. Ma concentrandoci su queste quattro aree, possiamo goderci una giocosità fatta di romanticismo e umorismo che, se combinata con una connessione autentica, ispira entrambi i partners ad andare più in profondità.


Il contesto è la chiave

Andare allo stesso bar rumoroso per ogni primo appuntamento con ogni nuova persona è un modo sicuro per sperimentare la temuta fatica del primo appuntamento, a cui tanti single si sono abituati negli appuntamenti moderni. La cena e gli aperitivi sono ottimi, ma giocare a tennis o a un gioco da tavolo con un nuovo potenziale partner può mostrarci come la persona vince e perde (il che dice molto di una persona). Chiedere loro di aiutarci a scegliere un regalo per qualcuno può incentrare un intero appuntamento sulla premura e la generosità. Ma se vuoi davvero conoscere qualcuno, invita il/la tuo/a date i suoi amici a una festa con i tuoi amici.

In questo contesto, possiamo osservare come il nostro partner potenziale interagisce con gli amici che conosce bene, ma anche con estranei che non ha mai incontrato prima. In questo modo possiamo scoprire come i suoi amici lo/la vedono e lui/lei scopre come i nostri amici vedono noi (e tutti sappiamo che i nostri amici hanno spesso un’opinione di noi più gentile di quella che noi abbiamo di noi stessi – e sono felici di condividerla). I nostri amici hanno anche a cuore i nostri interessi. Potrebbero vedere il nostro potenziale partner con più chiarezza di noi.

Se non ci troviamo bene con il partner in questione, c’è sempre la possibilità di instaurare una connessione con uno dei suoi amici e/o che lui o lei si trovino particolarmente bene con uno dei nostri amici, o ancora, che due dei nostri amici possano instaurare una connessione. Il caso peggiore è che nessuno vada d’accordo, nel qual caso è infinitamente più piacevole vivere questa situazione circondati da amici, piuttosto che da soli.


Qualche consiglio per affrontare al meglio gli appuntamenti? Pensali come un processo di educazione reciproca, non come un colloquio

A tutti noi piace pensare di arrivare al primo appuntamento con una mente aperta piuttosto che con una lista di criteri precisi sulla base dei quali scrutinare l’altro, ma in fondo, la maggior parte di noi sa che un primo appuntamento è fatto un po’ di entrambe le cose. Per quelli tra noi che hanno affrontato un matrimonio e un divorzio, che hanno avuto molte relazioni a lungo termine, o che sono andati a più primi appuntamenti di quanti se ne possano contare, attenerci alla nostra lista di criteri e agli argomenti di conversazione preparati in anticipo può sembrare una rete di sicurezza necessaria per evitare di perdere tempo. Cerchiamo di massimizzare l’efficienza dei nostri appuntamenti romantici, per superarli in modo da poter passare direttamente all’analisi dei costi-benefici. Ma focalizzarci eccessivamente sull’essere produttivi può impedirci di cogliere ciò che rende una persona unica e interessante. Solo perché qualcuno non soddisfa tutti i nostri criteri di “partner perfetto/a”, non significa che non abbia qualcosa da offrire a cui non abbiamo mai pensato prima.

Prova ora a rispondere onestamente alle seguenti domande:

  • Quando vai a un primo appuntamento, tendi a parlare di più o ad ascoltare di più?
  • Ti ritrovi mai ad elencare il tuo curriculum?
  • Su quali argomenti tendi a concentrarti durante un primo appuntamento? Perché?
  • Quali argomenti tendi ad evitare? Perché?

Imparare a conoscere una nuova persona è un processo che consiste anche nel permettere a loro di imparare a conoscere noi. Questa “educazione” reciproca è un atto di intimità e vulnerabilità con un estraneo che può intimidire entrambi i partner. In un primo appuntamento, potremmo tutti trarre beneficio dall’affrontare questa situazione in maniera più diretta ed esplicita.

Prova a chiedere alla persona che stai conoscendo:

  • Quale domanda vorresti che ti venisse fatta ad un primo appuntamento?
  • Quali domande vorresti farmi ma hai troppa paura di fare?
  • Qual è una tua caratteristica che sorprende le persone quando la scoprono?
  • Qual è la parte che ti piace meno nei primi appuntamenti?
  • Quali sono le tue aspettative quando vai ad un primo appuntamento?
  • Come sta andando questo nostro appuntamento finora, secondo te?

Sedurre ed essere sedotti

Quando un appuntamento sta andando molto, molto bene, l’intensa connessione fisica ed emotiva che sperimentiamo è resa possibile dal fatto che ancora non ci conosciamo. Il desiderio, infatti, necessita di mistero e, all’inizio, tutto è misterioso. C’è tanta profondità da scoprire. E questo processo di scoperta può essere inebriante. Nelle prime fasi, fondersi e abbandonarsi l’uno all’altro/a ci appaiono come possibilità relativamente sicure, perché la fondamentale separatezza tra due persone nuove crea uno spazio infinito per giocare. La seduzione è un modo per esplorare i confini dei rispettivi mondi, storie, fantasie e desideri, e questo tipo di gioco è “un’educazione” in sé. Se l’attrazione c’è, e se ti sembra appropriato, prova a chiedere:

  • Qual è la tua idea di una perfetta serata romantica?
  • Qual è un aspetto della sessualità che ti sembra misterioso?
  • Qual è il posto più strano dove hai fatto sesso?
  • Quale cosa non prettamente sessuale a te sembra sessuale?

Connessione sì o connessione no?

Ti è piaciuto il primo appuntamento? Dillo. È così bello ricevere un messaggio o una chiamata che conferma l’interesse reciproco e il desiderio di rivedersi. Quel piccolo e semplice gesto può illuminare la giornata di una persona. Nel momento in cui scopriamo che la persona che ci ha dato un’impressione così positiva prova lo stesso per noi, veniamo inondati di endorfine ed eccitati a flirtare, giocare e vederci di nuovo.

Non ti è piaciuto il primo appuntamento? Dillo. Non è necessario trovare una scusa o fornire una spiegazione. “Mi è piaciuto molto conoscerti. Detto questo, non ho sentito una connessione tra noi, quindi non so se ci incontreremo di nuovo. Penso che tu sia una persona meravigliosa e ti auguro tutto il meglio”. In definitiva, non c’è niente che si possa dire che renda più facile rifiutare qualcuno o essere rifiutati, ma si può comunicare in un modo che non faccia sentire l’altra persona svalutata o respinta. E se ci troviamo all’estremità ricevente di un messaggio come questo, va bene. Se siamo disposti a continuare a metterci in gioco, ci saranno sempre più persone che vorranno imparare a conoscerci.


Autori: Esther Perel e Mary Alice Miller; tradotto da: https://www.estherperel.com/blog/dating-advice-for-turning-a-spark-into-a-flame.

Tradotto e riadattato da Dott.ssa Agathe Scappini



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