92016feb
Dalla gravidanza non mi desidera più, sono disperata!

Dalla gravidanza non mi desidera più, sono disperata!

Salve, sono una ragazza di trent’anni e con il mio compagno (coetaneo) abbiamo una bambina di quattro mesi. Non vi sono particolari problemi se non uno che mi tormenta, mi spiego: sin dall inizio della gravidanza le attenzioni del mio compagno, intendo attenzioni sessuali, sono andate affievolendosi, mentre prima della gravidanza era tutto perfetto anche sotto quel punto di vista. Dicevo, durante i nove mesi il sesso c’era, principalmente attenzioni che IO dedicavo a lui, mentre nei miei confronti molto poche. .. Ma io cercavo di non farlo sentire solo nonostante qualche problema fisico mio che mi impediva rapporti completi.

Bimba nata, ma sfera intima (da parte sua) completamente cambiata.

La prima cosa che mi reca sofferenza è la mancanza di baci profondi che mi da solo se io lo chiedo esplicitamente. La nostra convivenza sarebbe poco più che un amicizia se non fossi io a RICHIEDERE.

Lui è un uomo molto premuroso, buon padre, perfetto sotto tutti gli altri punti di vista e preciso che passa ogni attimo del suo tempo libero con me e sua figlia quindi io escludo che lui abbia un altra relazione. Lo escludo senza ombra di dubbio. I rapporti sono distanziati se non sono io a prendere iniziativa passa anche più di una settimana e sempre nessun bacio profondo ma solo bacetti.

Io sono in perfetta forma, sono una ragazza curata e lo desidero tanto. Durante i rapporti è piuttosto freddo ho provato con cose sexy, con amore e delicatezza, arrabbiandomi, lui si dice stressato dalla nuova vita ma che il suo amore è forte e vivo per me. Ma l amore e il desiderio vanno dimostrati? Anche oggi avevamo (dopo una settimana di freddezza) un po’ di tempo per noi che lui non ha sfruttato per un pò di intimità, al che mi sono arrabbiata e tutt’ora siamo senza parlare.

Io ci provo, ma sento un ghiaccio totale. Perché? Aiutatemi! Non mi ama più e non lo ammette a se stesso?

Specifico che mi sento gelosa, insicura, triste e arrabbiata.

 Valeria


Salve Valeria, dalla sua mail si intuisce il forte disagio che sta provando, ma anche la sua rabbia.

Gli elementi che la fanno soffrire potrebbero essere riassunti così:

- mancanza di attenzioni sessuali da parte del suo compagno

- timore di non essere più desiderata come prima.

Passiamo ora ad analizzare nello specifico alcuni elementi che ci porta.

Intanto quando scrive che la bimba ha quattro mesi, capiamo che la situazione che ci riporta, soprattutto se prendiamo il periodo post gravidanza è piuttosto breve rispetto a una modificazione così stravolgente dell’equilibrio di coppia/familiare.

Questo tempo che lei vive come lungo non lo è in quest’ottica, stessa cosa per quanto riguarda la frequenza della vostra sessualità.

Il fatto che dopo la nascita del figlio la frequenza dei rapporti possa inizialmente calare ed essere settimanale o poco meno non è certo un segnale così allarmante (da un punto di vista oggettivo).

Essendo però noi interessati soprattutto al livello soggettivo, notiamo come questo suo “tormento” legato al non sentirsi desiderata “sessualmente” dal suo compagno (perché per tutto il resto scrive che il suo compagno è ineccepibile), non fa che rinforzare l’idea che nel suo compagno c’è qualcosa che non va e di conseguenza ad aumentare il suo disagio.

Ci spieghiamo meglio, il suo compagno, da come lo descrive pare essere un uomo molto sensibile e attento. Questa sensibilità gli permette di essere presente e premuroso sia con lei che con vostra figlia, ma la sensibilità è una medaglia che ha anche un’altra faccia.

Ad esempio non sappiamo come il suo partner abbia vissuto questa trasformazione (lei scrive solo che è molto stressato); dice anche che ha anche avuto alcuni problemi di salute durante la gravidanza, e che nonostante questo ha cercato di non lasciarlo “solo” con un’intimità che escludeva i rapporti completi. Da un lato questo è certo un comportamento generoso e attento, ma era davvero una sua esigenza (di lui) o forse in quella fase il suo compagno era solo preoccupato per lo stato di salute suo e di vostra figlia, e magari alla sessualità nemmeno ci pensava?

Non sappiamo cosa il suo compagno si sia detto, come queste trasformazioni fisiche e psicologiche lo possano aver fatto sentire, o in che modo abbia vissuto questi suoi problemi di salute in gravidanza.

Pur comprendendo che in questa fase di vita lei possa anche necessitare di maggiori rassicurazioni rispetto al suo ruolo di donna e compagna, questo puntare un faro sull’aspetto della sessualità (dice di aver provato con cose sexy, con amore e delicatezza e arrabbiandosi) non fa che aumentare il disagio (e non il desiderio) nel suo compagno, e non vi aiuta ad aprirvi ed essere complici su tutto il resto dei dubbi, le paure le modificazioni che questa maternità vi ha portato.

Il consiglio è di confrontarvi insieme non unicamente sulla sessualità, ma sul vostro rispettivo vissuto in relazione a tutti questi cambiamenti, partendo dalle cose che vanno bene per arrivare a quelle che funzionano un pò meno; darvi un pò di tempo e creare un clima sereno e complice nel quale aprirvi e metabolizzare i grandi cambiamenti che state affrontando.

Detto questo, qualora la situazione raggiunga un forte livello di disagio o si protragga nel tempo, un’eventuale consulenza sessuologica di coppia può aiutare a spezzare certi circoli viziosi che si vengono a creare in queste situazioni.

Saluti

Daniel Giunti – Psicoterapeuta sessuologo

Michela Vancheri – Psicologa sessuologa



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