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Il fenomeno del bug chasing

Il fenomeno del bug chasing

Nasce negli Stati Uniti come party privato il bareback (che letteralmente significa “montare a cavallo senza sella”). Una pratica sessuale che si verifica durante un party organizzato senza alcuna protezione, senza profilattico. Le regole sono poche e chiare: tra i partner sessuali sono presenti sieropositivi dei quali non si conosce l’identità; è obbligatorio ottenere sempre il consenso e non coinvolgere i minori.

Questi barebacking parties sono incontri di sesso di gruppo in cui non viene consentito l’uso di profilattici. Ci sono differenti tipi di incontri di barebacking:

  1. Incontro tra soggetti tutti positivi (a questi incontri ogni soggetto è HIV-positivo).
  2. Incontro tra soggetti tutti negativi (a questi incontri si suppone che ogni soggetto sia HIV-negativo).
  3. Incontri di conversione.
  4. Incontri di roulette russa.

I partecipanti a questi incontri sono i bug chasers, individui che cercano il rischio di infezione da HIV e i gift givers, individui infettati da HIV disponibili ad infettare i bug chasers.

The Gift è l’infezione da HIV, infatti, secondo la filosofia di questi gruppi, la sieropositività è un regalo (gift) e i donatori (giftgivers) trasmettono ai nuovi entrati una sorta di “stigmate”, l’infezione, che in certi casi viene addirittura percepita come un’inseminazione e quindi metafora di una gravidanza per chi la riceve.

Gli incontri di conversione sono incontri di sesso di gruppo in cui i bug chasers si rendono disponibili a contrarre l’infezione da parte dei gift givers.

Gli incontri di roulette russa sono incontri di barebacking con individui sia HIV-positivi che negativi. Gli individui negativi assumono il rischio di venire infettati avendo rapporti sessuali con soggetti HIV-positivi. A seconda delle circostanze, i partecipanti possono o meno essere a conoscenza in precedenza su quali sono i soggetti positivi o quelli negativi.

Secondo i dati di uno studio condotto nei  Centre For Desease Control and Prevention di San Fancisco la percentuale di sieropositivi in questi ambienti arriva al 60%.

Quando la malattia da virus HIV ha iniziato ad essere conosciuta dalla popolazione attraverso gli spot televisivi degli anni ottanta, veniva considerata un “pericolo spaventoso”, percepita come potenzialmente presente nella maggior parte degli individui omosessuali e in coloro che facevano uso di sostanze psicotrope; si conosceva poco della malattia, ma si sapeva che con l’AIDS si andava incontro a morte certa e celere. Ad oggi forse a causa della certezza che di AIDS non si muore più, che la malattia è in fase regressiva, che esistono cure efficaci, il virus HIV fa meno paura e lo si può anche persino eroticizzare.

Il miglioramento della gestione medica dell’HIV, comprese le terapie antiretrovirali ha indubbiamente reso la malattia non più sinonimo di morte certa (Kippax & Race, 2003).

Il contrarre l’HIV per poi avere rapporti sessuali in totale “tranquillità” sembra essere la motivazione principale alla base della scelta dei bugchasers ma la realtà è ben diversa.
Molti non considerano l’alta probabilità di contrarre altri tipi di patologie sessualmente trasmissibili quali l’epatite C, la sifilide, herpes genitale, la gonorrea o un diverso ceppo di HIV farmaco-resistente con ulteriore indebolimento del sistema immunitario.
I cambiamenti nelle percezioni sulla gravità dell’HIV e la superficialità di una scelta simile, non solo ha gravissime conseguenze sullo stato di salute della persona, ma aumenta vertiginosamente il rischio di contagio dei futuri partner, creando così un effetto domino.

I bugchasers dichiarano varie motivazioni relative alla loro scelta.

Alcuni considerano l’essere infettati come qualcosa di estremamente erotico, l’ultimo estremo atto sessuale rimasto da compiere, per ribellarsi al dogma del sesso senza rischi, sesso con alte dosi d’ansia, non libero e poco eccitante.

Un’altra possibile ragione potrebbe essere che alcuni cacciatori di bug ritengano che l’HIV farà del sesso sicuro un punto controverso, e così, di conseguenza, credono che il contagio possa portarli a sbarazzarsi di ogni ansia di dover sempre preoccuparsi di non contrarre il virus

Un altro fenomeno riguarda quello delle coppie cosiddette “discordanti”, formate da una persona sieronegativa ed una sieropositiva. In questo caso la siero-conversione viene vista come l’unico modo per tenere insieme la coppia perché spesso il partner sieropositivo interrompe il rapporto proprio per paura di infettare la persona che ama.

Come visto le motivazioni possono essere molteplici, resta il fatto che questa pratica rimane incomprensibile e soprattutto non condivisibile dai più

Per non parlare degli aspetti legali di questa pratica: In Italia avere un rapporto sessuale con l’intenzione deliberata di contagiare il/la partner o qualsiasi altro individuo, espone a una possibile denuncia per lesioni personali, indipendentemente dal fatto che la persona contagiata sia consenziente o meno al momento del rapporto.

A cura del Centro Integrato di Sessuologia IL PONTE (trad. e rielaborazione dott.ssa Angela Salvato)

Kippax, S., & Race, K. (2003). Sustaining safe practice: twenty years on. Social science & medicine, 57(1), 1-12.

Del Bono et al. (2001). Gioco mortale: presentazione di un fenomeno in espansione.
Grov, C., & Parsons, J. T. (2006). Bug chasing and gift giving: the potential for HIV transmission among barebackers on the internet. AIDS Education & Prevention, 18(6), 490-503.
Gauthier, D. K., & Forsyth, C. J. (1999). Bareback sex, bug chasers, and the gift of death. Deviant Behavior, 20, 85–100.

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