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La sterilità psicogena: desiderare un figlio e perdere l’erezione

La sterilità psicogena: desiderare un figlio e perdere l’erezione

Salve mi chiamo Ezechiele ho 26 anni e sono felicemente sposato da 2 anni con Maria. Nella nostra vita non manca niente, tutto è regolare e le cose fra di noi filano lisce. Abbiamo amicizie comuni, interessi comuni ma anche momenti separati in cui ognuno ha i suoi spazi personali (io gioco e mi alleno a calcio, mentre mia moglie va in palestra con le amiche). Sia prima che dopo il matrimonio la nostra vita sessuale è stata sempre appagante. Recentemente però è successo un qualcosa che mi ha spinto a chiedere aiuto. Abbiamo sempre usato il preservativo, ma da quando abbiamo deciso di avere un figlio non lo utilizziamo più. Questo è successo circa due settimane fa e proprio da allora non sono stato più in grado di mantenere l’erezione, addirittura una volta non l’ho proprio avuta. Questo ci ha bloccato e, per quanto mi riguarda, mi ha molto sorpreso, dato che mai in precedenza avevo avuto una cosa del genere. Non riesco a spiegarmi cosa possa essere successo e in che modo il desiderare un figlio possa procurarmi una tale situazione. Cosa posso fare? Come dobbiamo comportarci? Perché mi succede questo in questo momento? Grazie

Caro Ezechiele,

anzitutto mi complimento per averci contattato dopo solo due settimane dall’esordio del problema. La maggior parte degli uomini con le stesse difficoltà, infatti, aspetta mediamente tre anni prima di richiedere una cura e spesso, quando lo fa, il problema si è ormai cronicizzato e il trattamento risulta più difficile. In linea generale, i problemi di erezione rappresentano un sintomo di varie patologie organiche, della mente o della coppia. Data la giovane età e i rapporti sessuali soddisfacenti avuti finora, è verosimile che non vi siano cause organiche alla base delle recenti difficoltà sessuali. Rispetto alla qualità della relazione di coppia, fattore in grado di influenzare profondamente la capacità di ottenere e mantenere l’erezione, è da ricordare che litigi e incomprensioni frequenti minano inevitabilmente la serenità del rapporto e possono contribuire allo sviluppo di una disfunzione sessuale in uno o entrambi i partner. Neanche questo, però, sembrerebbe essere l’elemento cardine, in quanto emerge dalla sua domanda la descrizione di un matrimonio felice, con una buona intesa di coppia. Questo porta dunque a pensare che la possibile causa dei recenti problemi di erezione siano da ricercare nella sfera dei fattori psicogeni, i più frequenti dei quali sono la depressione, l’ansia e lo stress cronico. In particolare, l’ansia impedisce di concentrarsi sulle sensazioni di eccitazione; durante l’intimità, chi infatti la sperimenta diventa spettatore e giudice della propria prestazione sessuale. La difficoltà nell’ascoltare le sensazioni fisiche di piacere rende poi difficile mantenere e ottenere l’erezione, il che aumenta ulteriormente l’ansia nei tentativi successivi. Nel suo caso, come lei stesso suggerisce, l’ansia è prodotta da uno specifico tema: la paternità. Nonostante la decisione di avere un figlio sia stata presa in totale sintonia con la partner, questo può comunque provocare preoccupazioni più o meno consapevoli. Decidere di passare dallo status coniugale a quello genitoriale è un atto molto importante ed è piuttosto comune che il suo peso si rifletta sulla vita sessuale. Nell’uomo infatti lo stress psichico causato dal sentirsi responsabile di un atto da cui dipenderà il concepimento di un figlio può innescare una risposta d’ansia tale da determinare difficoltà erettive. La vostra decisione, peraltro, ha avuto come prima conseguenza quella di interrompere il regolare utilizzo del preservativo. Ecco che la sessualità, che aveva come scopo il raggiungimento del piacere, è adesso volto ad un altro importante obbiettivo: il concepimento. In tal modo, è probabile che il sesso perda, per così dire, la sua connotazione erotica e va da sé che le erezioni possano farne le spese. Per tutte queste ragioni, provate insieme, ad approcciarvi alla sessualità come avete sempre fatto, continuando a considerarla un momento di intimità finalizzato al piacere. L’indicazione è, dunque, di evitare rapporti programmati – che rischiano di togliere la spontaneità all’atto sessuale – ma piuttosto di fare l’amore sull’onda del desiderio e del piacere.

Dott.ssa Egidia Fanni

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