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Odio e amore, perchè odiamo chi amiamo?

Odio e amore, perchè odiamo chi amiamo?

Perché amiamo i nostri partner anche se qualche volta li odiamo?

All’interno di un matrimonio mariti e mogli devono affrontare le fastidiose abitudini dell’altro, e il conflitto è inevitabile in qualsiasi relazione. La differenza tra una buona e una cattiva relazione è come la coppia affronta il conflitto. Le coppie felici usano il conflitto per motivare il cambiamento che potrà migliorare la relazione, mentre le coppie infelici lo usano per dominare il partner o per ferirlo.

Per “conflitto” non intendiamo solo i litigi che tutte le coppie hanno di tanto in tanto. Piuttosto, gran parte del conflitto rimane interno a ciascuno dei partner. Per esempio, il vostro coniuge può avere un’abitudine che trovate fastidiosa, come quella di spremere il dentifricio dal centro del tubetto, ma non avete voglia di farne un problema. Eppure, vi disturba.

I sentimenti contrastanti per il tuo partner sono normali.
Secondo lo psicologo olandese Ruddy Faure e colleghi, è normale, per le persone nelle relazioni intime, avere atteggiamenti sia positivi che negativi nei confronti del proprio partner allo stesso tempo – “Amo davvero il mio partner, ma….”

A volte questi atteggiamenti ambivalenti sono espliciti. Cioè, siamo consapevoli di avere atteggiamenti conflittuali verso il nostro coniuge. Questo può causare un notevole turbamento emotivo, e se siamo motivati a superarlo, cambiamo i nostri atteggiamenti per renderli coerenti o interrompendo la relazione.

Tuttavia, gli atteggiamenti ambivalenti sono spesso impliciti. Cioè, le persone possono essere inconsapevoli – o non vogliono ammettere – di avere atteggiamenti conflittuali verso il loro partner. Poiché questi atteggiamenti non si manifestano a livello cosciente, le persone possono non notare il disagio emotivo che causano. Ciononostante, Faure e colleghi sostengono che rimangono nella memoria e possono motivare le persone a fare cambiamenti che miglioreranno il rapporto.

Negli ultimi decenni, la ricerca sugli atteggiamenti impliciti ha dimostrato che le persone spesso hanno atteggiamenti razzisti, sessisti o altri pregiudizi, anche se li negano strenuamente. In un tipico compito di atteggiamento implicito, i partecipanti vedono brevemente un’immagine seguita da una parola, come “felicità” o “rabbia”, che devono classificare come buona o cattiva.

L’immagine innesca un particolare pregiudizio, come i sentimenti verso le persone nere o bianche nel test sul razzismo, e questo influenza la velocità con cui il partecipante risponde al compito. Per esempio, se una persona bianca nutre un razzismo implicito, risponderà più velocemente alle parole “buone” se vede una persona bianca e più velocemente alle parole “cattive” se vede una persona nera.

I sentimenti misti possono motivare il cambiamento.
Faure e colleghi hanno creato la loro versione del compito riguardo gli atteggiamenti impliciti per testare l’ambivalenza implicita nelle coppie appena sposate. In questo caso, l’immagine principale era di loro stessi, del loro partner, o di un estraneo attraente del sesso opposto. Non pochi partecipanti hanno risposto rapidamente con entrambe le parole “buono” e “cattivo” quando veniva presentata una foto del loro coniuge, suggerendo atteggiamenti impliciti ambivalenti verso di loro.

I ricercatori hanno anche chiesto ai partecipanti la loro soddisfazione coniugale. Poiché si trattava di sposi novelli, la maggior parte ha riferito di essere abbastanza felice nei loro matrimoni – anche quelli che avevano mostrato alti livelli di ambivalenza nel compito di atteggiamenti impliciti. Questo risultato conferma che queste persone non erano consapevoli, o almeno non volevano ammettere, di essere insoddisfatte riguardo alcuni aspetti del loro partner.
Infine, ai partecipanti è stato chiesto di spuntare una lista di problemi coniugali comuni, come il sesso e la comunicazione. Hanno anche indicato quanto erano disposti a fare cambiamenti in queste aree problematiche per migliorare la loro relazione.

Come previsto, gli intervistati che mostravano alti livelli di atteggiamenti impliciti ambivalenti verso il loro partner erano anche più propensi a dire che erano disposti a cambiare per il bene della relazione. Inoltre, un follow-up di quattro mesi ha mostrato che queste persone hanno sperimentato un aumento della soddisfazione coniugale in quel periodo di tempo – e così il loro coniuge! In altre parole, non solo il fatto di avere sentimenti contrastanti nei confronti del partner li ha motivati a lavorare sul loro matrimonio, ma i loro sforzi sono stati ripagati.
Imparare ad accettare sentimenti contrastanti

Le persone hanno il bisogno psicologico che le loro convinzioni siano coerenti. Quando i loro atteggiamenti sono in conflitto, le persone sperimentano una sorta di disagio emotivo noto come dissonanza cognitiva, e sono motivati a trovare un modo per risolvere l’incoerenza nei loro pensieri.

In questo studio, le persone che provavano sia emozioni positive che negative verso il loro coniuge erano motivate a cambiare sé stesse per rendere il matrimonio più felice. Questo potrebbe significare cambiare un atteggiamento nei confronti del coniuge, come ad esempio non essere più infastiditi da quel tubo di dentifricio spremuto male. O potrebbe significare cambiare il tuo comportamento per soddisfare il tuo partner, come mettere il bucato sporco nel cesto della biancheria piuttosto che gettarlo sul pavimento del bagno.
Faure e colleghi interpretano questi cambiamenti come tentativi di risolvere la dissonanza cognitiva sugli atteggiamenti misti verso il coniuge. Tuttavia, possiamo anche vedere questo come il normale processo che tutte le coppie attraversano mentre si adattano alla loro nuova vita insieme. Le relazioni richiedono compromessi e la volontà di adattarsi, e la dissonanza cognitiva derivante da sentimenti contrastanti verso il coniuge può essere un forte motivatore per il cambiamento.

Una caratteristica dell’intelligenza emotiva è capire che i sentimenti contrastanti, anche per una persona cara, sono normali. Piuttosto che angosciarsi per questi, l’approccio migliore è semplicemente riconoscerli per quello che sono. Il vostro partner è una persona reale, non una fantasia, quindi non soddisferà mai tutte le vostre aspettative e questo va bene.



Tradotto e adattato dalla dott.ssa Matilde Meliani dall’articolo https://www.psychologytoday.com/intl/blog/talking-apes/202110/why-we-love-our-partners-even-if-we-sometimes-hate-them

Bibliografia:
Faure, R., McNulty, J. K., Meltzer, A. L., & Righetti, F. (2021). Implicit ambivalence: A driving force to improve relationship problems. Social Psychological and Personality Science. Advance online publication. DOI: 10.1177/19485506211034277



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