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Orgasmo con penetrazione vaginale: quando un “pollice” fa la differenza

Orgasmo con penetrazione vaginale: quando un “pollice” fa la differenza

Si parla spesso di orgasmo femminile e generalmente per le donne è un argomento delicato.
Sono tante infatti le donne che non ne hanno mai provato uno e spesso dietro a questa tematica si nascondono molti miti e tabù. Tra i vari miti si possono annoverare le diatribe rispetto all’esistenza di due differenti tipologie di orgasmo, quello clitorideo e quello vaginale, oppure possiamo ad esempio pensare ai vari dibattiti sull’esistenza del famoso punto G.

Negli anni si sono alternate numerose ricerche che ne confermavano o negavano l’esistenza e di recente si è cominciato a parlare della “zona Cuv” (clitoro-uretro-vaginale), un’area più estesa e complessa che permetterebbe il verificarsi dell’orgasmo.

Le donne che non riescono a raggiungere l’orgasmo attraverso un rapporto vaginale generalmente hanno bisogno di altri “mezzi” di stimolazione, come ad esempio la masturbazione da parte del partner o il sesso orale, come suggerisce la ricerca pubblicata su The Journal of Sexual Medicine da un team di ricercatori guidati da Kerstin S. Fugl-Meyer.

Questa difficoltà ha disorientato e frustrato innumerevoli donne nel corso degli anni, ma i ricercatori stanno probabilmente svelando uno dei numerosi misteri dell’eterogeneità del piacere femminile. Sembra infatti che una delle chiavi per comprendere questo problema stia nelle dimensioni di un certo elemento anatomico, e no, non parliamo delle dimensioni del pene, bensì della struttura anatomica della vulva. In particolare della posizione del clitoride rispetto alla vagina.

Una ricerca pubblicata sulla rivista Hormones and Behavior condotta dal dottor K. Wallen e dal dottor E.A. Lloyd indica che le donne che hanno il clitoride che si trova più vicino rispetto alla loro apertura vaginale hanno più probabilità di raggiungere l’orgasmo durante il rapporto sessuale con penetrazione rispetto a quelle che hanno una distanza maggiore di queste due parti del corpo. Generalmente le donne possono raggiungere l’orgasmo attraverso la stimolazione del clitoride, della vagina o dalla combinazione dei due.

Il clitoride può essere stimolato facilmente ma è importante ricordare che ci sono alcune donne che hanno un clitoride molto sensibile e la sua stimolazione, in questi casi, potrebbe essere vissuta come irritante e di conseguenza causare disagio. L’orgasmo raggiunto attraverso rapporti vaginali è legato alla penetrazione durante il rapporto sessuale.

Da un punto di vista fisiologico, l’orgasmo si manifesta con contrazioni ritmiche e involontarie del muscolo pubococcigeo che circonda la vagina e sia che il piacere venga raggiunto stimolando il clitoride sia che si raggiunga attraverso la penetrazione vaginale, le contrazioni sono le stesse, con la differenza che nel primo caso le contrazioni si verificano “a vuoto”, mentre nel secondo caso, essendoci la penetrazione, l’oggetto delle contrazioni diventa il pene (o il vibratore o le dita) modificando la sensazione di piacere.

Tornando alla ricerca dei dottori Wallen e Lloyd, la distanza ideale tra clitoride e vagina sembra essere circa un pollice (inch), pressappoco 2,5 cm, quindi più o meno la larghezza del pollice di una persona adulta.

I ricercatori teorizzano che questa distanza possa permettere al pene di stimolare direttamente il clitoride esternamente o stimolando le sue innervazioni interne durante il rapporto sessuale, facilitando in questo modo l’orgasmo. Maggiore è la distanza del clitoride dalla vagina minore è la probabilità di stimolarlo, riducendo così la possibilità di arrivare al culmine del piacere. Questo è un caso in cui possiamo affermare che i “centimetri” contano.

La ricerca sopra citata non deve però far perdere le speranze alle donne che hanno “qualche centimetro di troppo”. Ci sono alcuni espedienti che possono fare aumentare le probabilità di raggiungere l’orgasmo, in primis è sempre consigliato sperimentare diverse posizioni sessuali, così da riuscire a capire quali di esse possano stimolare maggiormente il clitoride. Oltre a questo, potrebbe essere d’aiuto, anche lo sperimentare nuovi movimenti pelvici e ritmi differenti senza dimenticare che questo aiuterebbe a prendere confidenza con il proprio corpo e permetterebbe una maggiore comunicazione con il partner.

Per concludere, è importante tenere presente che l’incapacità di raggiungere l’orgasmo durante il rapporto non costituisce un problema sessuale di per sé e soprattutto non esiste un modo giusto per fare l’amore, esiste il modo giusto per quella coppia.

Fugl-Meyer, K., Oberg, K., Lundberg, P., & Lewin, B. (2006). On orgasm, sexual techniques, and erotic perceptions in 18- to 74-year-old Swedish women. Journal of Sexual Medicine, 3, 56-68.

Wallen, K., & Lloyd, E. A. (2011). Female sexual arousal: Genital anatomy and orgasm in intercourse. Hormones and Behavior, 59, 780-792.

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