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Pene curvo, le risposte del nostro urologo

Pene curvo, le risposte del nostro urologo

Abbiamo sottoposto al nostro urologo le domande più frequenti che ci vengono fatte dai nostro follower di Instagram su @Sessuologia sulla tematica del pene curvo. La parola all’esperto:

Trascrizione video parte 1


Che cosa si intende per pene curvo?
”Questa è una domanda che spesso ci fanno anche dei pazienti curiosi in ambulatorio: il pene curvo può essere identificato molto semplicemente come un ripiegamento dell’asta peniena del pene nei vari piani dello spazio. Può essere ricurvata verso l’alto, può essere curvo verso il basso, verso sinistra e verso destra, oppure addirittura anche dei ripiegamenti più complessi, verso, casomai a sinistra”

D: ”Quali sono le cause di pene curvo?”
”Le cause delle curvature possono essere fondamentalmente racchiuse in tre cause: una causa congenita, quindi c’è un problema di sviluppo dei due corpi cavernosi, sarebbe un problema di sviluppo del pene durante l’adolescenza che poi porta ovviamente ad un ricurvamento nello spazio, oppure la causa potrebbe essere una patologia come la malattia di La Peyronie o chiamata anche come “induratio penis plastica” che è una patologia che colpisce soggetti non più giovanissimi, parliamo almeno dai 40 45 anni in su, ed è una patologia di cui le cause ancora non sono state scoperte, che porta pian piano il raggrinzimento e il ripiegamento del pene. L’ultima causa può essere quella correlata al traumatismo penieno. In genere sono cause un po più rare, nel senso, sono persone che durante un rapporto sessuale possono avere un trauma, un danneggiamento, una frattura del pene e successivamente il pene ovviamente si risarcirà in maniera non del tutto corretta e questo poi determina come residuato un ripiegamento nello spazio”.

Il frenulo corto può essere una causa della curvatura del pene?
”Si parla di Recurvatum correlato al frenulo breve: ebbene il frenulo breve potrebbe dare un minimo ripiegamento del pene verso il basso ma generalmente, sui grandi numeri, parliamo di ricurvamenti che sono minimi e addirittura non sempre lo possono dare perché immaginiamo il pene, soprattutto in erezione, è un organo che ha una certa consistenza: il frenulo è alla fine un piccolo pezzettino di pelle, che anzi tende ad essere anche abbastanza elastico. Quindi sì, può dar fastidio durante i rapporti sessuali, però difficilmente causa un vero e proprio recurvatum penieno”.

Da quale grado di curvatura si può iniziare a parlare di patologia?
”In realtà non esiste un vero e proprio parametro per far allarmare il nostro urologo o il nostro andrologo che ci farà prendere dei provvedimenti. Un angolo di curvatura merita una correzione sia chirurgica oppure eventualmente anche medica solo ed esclusivamente se questo angolo di curvatura dà fastidio al nostro paziente durante i rapporti sessuali. Quindi in realtà non esiste un vero e proprio angolo di curvatura limite; generalmente si può dire che una curvatura maggiore di 15 gradi inizia a dare un certo discomfort al rapporto sessuale e quindi casomai meriterebbe un controllo o una visita urologica. L’altra cosa invece importante è una curvatura che incrementa nel tempo, perché questa potrebbe essere correlata ad una malattia di La Peyronie, ad una patologia quindi in corso che sta facendo curvare il nostro pene. Quindi in questo caso casomai è meglio rivolgersi al nostro urologo o al nostro andrologo, anche se non c’è una curvatura che ci dà un grande fastidio.

Qual’è la percentuale di uomini con il pene curvo congenito?
”La percentuale del pene curvo alle volte è difficile da poter dire con sicurezza, questo perché ovviamente non tutte le persone che hanno un ripiegamento del pene effettuano una visita urologica o andrologica. Qualcuno perché purtroppo ancora oggi ci sono persone che hanno vergogna di questo discorso. In altri casi non provoca nessun tipo di discomfort e quindi non giungono all’urologo, ovviamente. Mediamente si può dire che, con percentuali lievissimamente variabili, sia per la forma congenita con cui si nasce sia per la forma acquisita variano secondo diversi studi da un minimo dello 0,5% nella popolazione ad un massimo del 10% della popolazione”.

Può essere associato ad una posizione scorretta del pene nelle mutande?
Difficilmente un pene curvo in età adolescenziale oppure in età più avanzata può essere associato ad una posizione del pene errata nelle mutande. Quando si è piccoli oppure se c’è la tendenza a mettere il pene da una parte oppure da un altra rispetto al nostro piano centrale, allora diciamo, che un pochino potrebbe avere una certa influenza ma di certo un pene curvo realmente detto, patologicamente detto, non può essere associata ad una posizione errata”.

La masturbazione può essere causa della curvatura del pene?
”Per quanto riguarda la correlazione tra il pene curvo e la masturbazione, diciamo che è difficile che un’attività masturbatoria possa determinare un ripiegamento penieno. Partiamo da un presupposto: che qualsiasi trauma che avviene a livello penieno può di certo, nel lungo tempo, portare ad una sua deformazione, ma io direi che a meno di casi patologici di masturbazione o realmente eccessivi, direi che una normale attività masturbatoria difficilmente può andare a causare un danno allo “scheletro”, chiamiamolo così, del pene tale poi da determinare un suo ripiegamento nello spazio”.

La rottura del preservativo può essere causata dalla curvatura?
La rottura del preservativo correlata ad un ripiegamento del pene, quindi ad un recurvatum, è abbastanza difficile. Pensiamo che di norma i preservativi vengono testati con dei test molto severi di resistenza sia idrodinamica sia di resistenza alla trazione quindi è molto difficile che questo possa avvenire”.


Trascrizione video parte 2


E’ più facile per un pene rompersi se è curvo?
”Un pene curvo alle volte è più facile che possa essere soggetto ad un eventuale traumatismo. Questo generalmente può avvenire durante i rapporti sessuali; durante l’attività penetrativa in genere bisogna adottare delle posizioni che tendono a facilitare la penetrazione e questo alle volte ha una incidenza maggiore di traumatismo”.

Si può raddrizzare?
Certo il pene curvo si può raddrizzare: generalmente le tecniche sono delle tecniche soprattutto chirurgiche. Esistono delle tecniche mediche, che però non hanno dei grandissimi risultati. Le tecniche chirurgiche hanno, per ricurvamenti non molto angolati, l’effetto collaterale di ridurre le dimensioni del pene. Mediamente si perde circa da 1,5cm – 3 cm di lunghezza del pene in erezione. Ovviamente tre centimetri per ricurvamenti penieni che sono molto importanti, addirittura alcuni vanno oltre 90°. In genere però per ricurvamenti molto importanti di oltre 40°-45° esistono delle altre tecniche che non determinano l’accorciamento del pene, che però, purtroppo, hanno un più alto tasso di disfunzione erettile post operatoria”.

Si può raddrizzare il pene posizionandolo dalla parte opposta della curvatura?
Posizionare il pene dalla parte opposta rispetto alla curvatura molto molto difficilmente può avere effetti sull’angolazione del recurvatum. Bisogna pensare che esistono dei rimedi medici, chiamiamoli così, perché non sono chirurgici, per cercare di raddrizzare il pene. Tra questi esistono degli estensori che sono degli strumenti che mantengono il pene in una posizione dritta ed esteso. Però i risultati di queste tecniche in realtà sono molto scarsi, quindi se un estensore ha dei risultati molto scarsi, immaginiamo il fatto di portare il pene soltanto dalla parte opposta rispetto alla curvatura.”

Operarsi è gratuito?
”La chirurgia del pene curvo ovviamente è un intervento convenzionato, quindi diciamo che non c’è l’obbligo di dover pagare per un intervento chirurgico”.

Esistono delle soluzioni non chirurgiche?
”Esistono delle metodiche che hanno scarsi risultati come gli estensori, che sono delle piccole macchine che vanno a trazionare il nostro pene, ovviamente non sono dolorosi ma danno discomfort, a trazionare in maniera rettilinea ed esistono alcuni strumenti come il Vacuum Device che è una specie di campana in cui si crea il vuoto all’interno, e il pene va in erezione. Vi sono, in realtà, scarsissime evidenze scientifiche che queste metodiche possano portare ad un raddrizzamento del pene o quantomeno un raddrizzamento importante clinicamente da permetterci di avere dei rapporti sessuali casomai con meno disconfort. Un’altra metodica invece che è nata da non più di due anni è l‘iniezione all’interno della placca, quindi parliamo di un ripiegamento del pene non congenito, di una sostanza, una sorta di acido, che va un pochettino a sciogliere questa placca e permette un pochettino di raddrizzare il pene. Purtroppo questa metodica è costosa perché non è convenzionata, quindi non viene passata dal nostro sistema sanitario e a dirla tutta i reali ripiegamenti su cui può agire, non sono così importanti come con la chirurgia”.

Esistono delle tecniche FAI-DA-TE?
“Purtroppo non esistono metodi casalinghi per poter curare o guarire questa patologia”.

Il pene curvo può stimolare meglio alcune zone della vagina?
“Alle volte il pene curvo può migliorare anche il rapporto di coppia questo perché, alle volte, un pene curvo, soprattutto il pene un po più curvo verso l’alto, può migliorare la soddisfazione femminile durante i rapporti sessuali. Qualche paziente ci racconta proprio questa questa evidenza”.

Come si misura la lunghezza del pene curvo?
”Fondamentalmente la lunghezza del pene curvo potrebbe essere associata a quella del lato concavo se noi immaginiamo un pene curvo abbiamo un lato convesso che in questo caso è il lato la mia destra è un lato concavo quello praticamente alla mia sinistra. Si può dire che la lunghezza del pene curvo è quella del lato concavo, anche perché soprattutto dopo una chirurgia del pene, quindi per poter raddrizzare il pene, fondamentalmente la lunghezza post chirurgica del nostro pene, sarà quella del lato concavo”.

La curvatura può aumentare nel tempo e i peni lunghi sono più soggetti alla curvatura?
Non c’è una correlazione tra la lunghezza del pene e lo sviluppo del pene curvo. Il pene curvo potrebbe peggiorare nel tempo. Mi spiego meglio: se un ragazzo giovane in fase pre-puberale oppure puberale inizia ad accorgersi che il suo pene è un po’ ricurvo, è possibile che al termine della fase puberale potrebbe osservarlo un pochettino più curvo. Questo nel pene curvo congenito, ossia quando nasciamo con questa patologia. Se prendiamo in considerazione i soggetti che invece, come abbiamo detto, hanno 40-45 anni a salire di età, quindi quelli che possono sviluppare una malattia che causa il pene curvo, anche in questi soggetti, soprattutto quando hanno dolore durante l’erezione, significa che la malattia in fase attiva e che quindi potrà peggiorare nel tempo”.




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