122015dic
Chi sono gli uomini attratti dalle “trans”?

Chi sono gli uomini attratti dalle “trans”?

Chi sono gli uomini attratti sessualmente dalle “trans”? Sono uomini eterosessuali, omosessuali, bisessuali o forse l’orientamento sessuale non ha niente a che fare con questa scelta? In questo articolo cercheremo di indagare questi aspetti iniziando col fare chiarezza su alcuni termini di uso comune forse non del tutto conosciuti. Cosa si intende con il termine transessualità e chi è una persona transessuale? Chi sono gli uomini attratti dalle donne transgender? Questi quesiti sono molto frequenti ma spesso nell’opinione pubblica vi è molta confusione, anche perché di frequente il tema della transessualità è legato a contesti scandalistici dove lo scopo è il gossip e spesso fare “rumore” prevale sul dire la verità.

Innanzitutto la transessualità riguarda l’identità di genere, cioè la sensazione intima e profonda di essere uomo o donna. L’identità di genere è la dimensione personale che ci permette di dire ”mi sento maschio/mi sento femmina”. La transessualità indica una condizione per la quale una persona nata biologicamente maschio si sente di appartenere psicologicamente al sesso femminile e viceversa. Una persona transessuale sente di essere in un corpo sbagliato, non c’è quindi corrispondenza tra sesso biologico e quello al quale la persona si sente di appartenere. Il corpo diventa quindi una prigione dalla quale l’individuo cerca di uscire con un percorso di transizione molto lungo e complesso e che in alcuni casi può giungere alla trasformazione delle caratteristiche anatomiche e sessuali. Il percorso di transizione è particolarmente difficile anche a causa del modo in cui la società considera le persone transessuali. Pensate al pesante stigma sociale nei loro confronti, un fenomeno che porta a discriminazioni e aggressioni talvolta anche alla luce del sole. Ciò avviene probabilmente a causa di un rifiuto sociale, forse perché le persone transessuali incarnano un’esperienza estrema, rappresentano un tertium non datur che mette in crisi la norma biologica dicotomica determinata dai cromosomi sessuali maschili e femminili. In aggiunta la confusione si amplifica quando cerchiamo di esplorare le esperienze sessuali che coinvolgono questa categoria. In sintesi allora diciamo che stiamo parlando di persone che hanno un corpo maschile ma che sentendosi donne iniziano un percorso (psicologico, fisico, medico e sociale) che le porterà a trasformarsi giungendo in alcuni casi alla sostituzione degli organi genitali maschili con quelli femminili. Nonostante siano socialmente ai margini queste persone però sono state e continuano ad essere sessualmente molto gettonante soprattutto fra gli uomini. Perché tutto ciò?

Iniziamo col dire che gli uomini che hanno relazioni sessuali con donne transgender sono chiamati ginandromorfòfili. La scelta sessuale di questi uomini desta molta curiosità e vi sono numerose ipotesi rispetto ai motivi che guidano tale comportamento. Alcuni pensano che si tratti di omosessuali repressi che per il timore d’identificarsi e di essere identificati come omosessuali cercano una scappatoia tra le braccia delle trans. Altri sostengono che le donne transgender, a causa delle operazioni chirurgiche a cui si sottopongono per accentuare i connotati femminili, giungano ad avere caratteristiche iperfemminili o comunque appaiono più eccitanti delle donne “non transessuali”. Altri ancora sostengono che gli uomini possano avere meno timori e meno ansia da prestazione avendo rapporti sessuali con donne transgender. Purtroppo la ricerca scientifica scarseggia rispetto a questo argomento e la maggior parte degli studiosi brancola ancora nel buio. Di recente, però, è stato fatto un piccolo passo in avanti con uno studio pubblicato su Psychological Medicine, “Who are gynandromorphophilic men? Characterizing men with sexual interest in transgender women”. I ricercatori si sono basati su un campione, reclutato su internet, che comprendeva 24 uomini ginandromorfofili (GAMP), 21 uomini eterosessuali e 21 uomini omosessuali. I partecipanti avevano un’età media compresa tra 32 e 35 anni. Ai partecipanti è stato chiesto di vedere dei film: due neutri e sette erotici. I film erotici erano due con attori di sesso maschile, due con attori di sesso femminile e tre con attrici trans. Il livello di eccitazione dei partecipanti è stato misurato valutando le variazioni della circonferenza del pene. Ogni partecipante ha poi compilato un questionario che andava a valutare il loro orientamento e i loro gusti sessuali. Infine è stato valutato il grado di autoginefilia cioè “la propensione ad essere sessualmente eccitati dal pensiero o dall’immagine di sé stessi come donna”. Dai risultati di questo studio emerge che gli uomini ginandromorfofili (GAMP) non siano omosessuali. Secondo gli autori questo pare evidente dalle valutazioni condotte rispetto all’eccitazione sessuale e dalle valutazioni sulle scale riguardanti l’identità sessuale e le esperienze sessuali. Gli uomini GAMP mostravano un aumento dell’eccitazione durante i video sia con donne transgender sia con donne non transgender, avendo punteggi più simili agli uomini eterosessuali negli aspetti valutati.

Tuttavia ci sono alcune differenze tra i due gruppi di uomini (GAMP ed eterossessuali). Gli uomini ginandromorfofili sono stati maggiormente eccitati dalle immagini dei video con le donne transgender rispetto agli uomini eterosessuali ed hanno ottenuto punteggi più alti sulla scala che misura l’autoginefilia. Per quanto riguarda invece gli uomini omosessuali la ricerca ha mostrato che il livello di eccitazione maggiore si registrava durante la visione di scene di sesso maschile, mentre durante la visione di scene sessuali con trans e con donne non transessuali l’eccitazione registrata era mediamente più bassa o assente. Gli eterosessuali che avevano dichiarato di non essere assolutamente attratti dalle donne transgender hanno avuto punteggi coerenti con queste dichiarazioni. I ricercatori concludono affermando che la sopracitata ricerca rappresenta un passo avanti verso la comprensione di questa tematica. Secondo quanto emerso da tale ricerca dunque gli uomini ginandromorfofili, che hanno spesso chiesto chiarimenti sulla natura di questa attrazione e soprattutto se questo tipo di relazione possa essere un indicatore di un’omosessualità latente, non sarebbero di orientamento omosessuale. La categoria che viene eccitata maggiormente dagli uomini che trasformano il loro corpo maschile in un corpo femminile è più vicina a quella delle persone eterosessuali. Quali siano però le motivazioni dietro a tale scelta o quanto incida la presenza del pene o quali fantasie e desideri sessuali entrino in gioco in tali comportamenti … queste sono tutte domande a cui ancora non possiamo dare una risposta.

Dott.ssa Laura Bacci – Psicologa

  1. J. Hsu, A. M. Rosenthal, D. I. Miller and J. M. Bailey (2015). Who are gynandromorphophilic men? Characterizing men with sexual interest in transgender women. Psychological Medicine.

Per inviare la vostra domanda ai professionisti del Centro Il Ponte che curano la rubrica Botta&Risposta scrivere a info@centroilponte.com oppure richiedere un “consulto anonimo“, specificando che si tratta di una domanda per la rubrica

Per rimanere aggiornati sulle rubriche SexNews, Botta&Risposta, Lex&TheCity, sui seminari e sulle varie iniziative del Centro, iscrivetevi alla Newsletter qui sotto .



Lascia un commento

La tua mail non sarà pubblicata. Compilare i seguenti campi obbligatori: *